
Non è facile stare male, più che mai in una corsia di ospedale.
Accade che il ricovero sia stato programmato, ma spesso l’evento colpisce inaspettatamente e comunque vada ci si ritrova strappati dalla quotidianità, le abitudini cambiano radicalmente, dalla lunga notte al risveglio.
I primi giorni sono incognite irrisolvibili, domande a risposta univoca “ci stiamo prendendo cura di lei, non si preoccupi” E come si fa a non preoccuparsi ? Insieme al numero di letto, non viene consegnato anche l’antidoto all’ansia !
Domande, incertezze, paure, preoccupazioni per sé e per la preoccupazione dei propri cari, gli sguardi altrettanto persi del compagno di stanza, il nostro dolore da condividere con altro dolore.
C’è poi anche l’aspetto non meno importante della post-dimissione, perché una volta usciti dalla struttura ospedaliera, dove bene o male si è assistiti 24 ore su 24, il rientro a casa, può far sentire quel senso di solitudine e disorientamento, tipico della ripresa in carico della propria vita: familiare, lavorativa, sociale.
Ma possiamo avere fiducia in un futuro più luminoso, perché a tutto questo, si sta lentamente ponendo rimedio con l’inserimento anche in Italia, della figura dell’Ergoterapista coach Mental Trainer, colui in grado di supportare il paziente a 360°, agendo in questi campi:
- Ascoltare
- Preabilitare
- Guidare
- Accompagnare
- Educare all’autocontrollo e al potenziamento delle cure
- Insegnare tecniche di gestione del dolore e dello stato emotivo
- Evidenziare le risorse del paziente
- Trovare le strategie migliori per tutta la durata del percorso terapeutico
- Pianificare le giornate
- Motivare e stimolare la volizione
- Programmare esercizi ed attività singole e di gruppo
- Ascoltare i desideri del paziente per aiutarlo a realizzarli al meglio
- Agire per l’estrazione e attivazione delle risorse individuali
- Stilare con il paziente obiettivi a breve, medio e lungo termine
- Programmare il futuro post-dimissione per un reinserimento “soft”
Inoltre supporta tali necessità basilari:
- Mangiare e bere
- Muoversi e mantenere una posizione confortevole
- Dormire e riposare
- Vestirsi e spogliarsi
- Comunicare adeguatamente
È dunque quanto mai evidente, che quando le risorse personali sono messe duramente alla prova, il supporto del coach Ergoterapista, è di grande importanza, e non solo nel periodo di ospedalizzazione, perché sarebbe altresì auspicabile interpellarlo prima, per la Preabilitazione e dopo, per il reinserimento nella vita quotidiana.

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