
Perché lui bruciava spesso le meringhe che sul loro delicato manto, volevano fuoco diffuso ma non fiamma diretta?
Perché era un vulcano di energie, ecco perché.
Una eccezione alla regola degli uomini, una mente spettacolare, sempre incinta di genialità, che incanalava tutta la sua potenza su una sola donna, quella donna che aveva dipinto nei suoi sogni fino a trovarla.
Lui viveva tutto con l’energia di un lancia fiamme, non era capace di illuminare la stanza con un cerino perché, lui ci meteva tutto il Sole e, alla lunga, il rischio era di inaridire germogli di tesori inestimabili.
Lei non sapeva come contenere tutto questa potenza di luce, perché viveva nelle sfumature dell’alba e del tramonto, costantemente con la testa nei sogni, non sapeva fermarla ne accelerarla in pochi secondi, era come i freni di un lungo tir, lenta e in ritardo sui tempi di lui.
Ma questo era esattamente ciò che le permetteva di stargli affianco, si, talvolta un po’ più avanti ma molto spesso un po’ più indietro di lui, anche quando camminavano mano nella mano, lei era sempre un passo più indietro.
Forse una strategia inconscia, attuata dalla sua incapacità di stare al passo di quella potenza incontenibile.
Si innamorarono come una dinamo non come un fulmine, si parlarono per un tempo prezioso, che raramente si sperimenta in una coppia, ma le discussioni erano potenze della natura, e si, nello scorrere degli anni, resi impervi da lunghe distanze, accadevano anche discussioni ed era in quei momenti che lei diveniva fuoco, si accendeva come una super nova, per bruciare ogni rovo che gli graffiava il cuore.
Ma, nel terreno del loro amore, neanche il bosco più nero e insidioso, aveva speranza di separarli, loro erano potenti e fatti per unirsi ad ogni costo.
Sperimentarono dimensioni di connessione fisica oltredimensionale, con amplessi di natura divina, di cui ne custodivano i diamanti estratti dalla magica fusione.
Vissero disagi importanti, la lontananza un po’ li univa ma anche li teneva troppo lontani e il tempo che inesorabilmente segnava il cuore di lui, sembrava andare a ritroso sul corpo di lei che sembrava ringiovanire ogni anno.
Dorian Gray?
Pensò anche a questo nei suoi viaggi mentali, era forse maledetta da un incantesimo del Drago che, prima di conoscere lui, le aveva imprigionato l’anima?
Era una Morgana arrivata per uccidere Merlino?
Era la strega dalle belle sembianze?
Ma poi, si guardava dentro e vedeva solo la luce di quella follia d’amore, di cui i poeti narrano le gesta.
Lo amava senza ritorno, lo amava e basta, senza un perché, e gli ripeteva di amarlo anche quando sembrava sfuggire, per rafforzare l’idea di un Amore che è, senza un perché e oltre i limiti.
Vissero più vite in una sola vita, come le anime immortali e, quando divenne nonna, racconto alle sue nipoti, come si ama un Sole senza bruciarsi, come cercare l’unico Uomo in grado di farle sentire vive e fiere di essere la Donna che non di aspettano di saper essere.
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