Ma come ti è venuto in mente di pensare alla rinascita mentre c’è la guerra?

Stamane mentre ero a spasso con il cane, ho risposto ad una conoscente che mi ha simpaticamente rimproverata “Ma come ti è venuto in mente di pensare alla rinascita mentre c’è la guerra che non cessa anzi, tra un po’ ci arriva in casa, altro che rinascita cara  mia…qui dovevi pensare a come vivere meglio sotto terra in un rifugio antiatomico!”

Non ho dato molte spiegazioni a Pat… perché andava di fretta tra le mille faccende di un sabato mattina tra spesa e famiglia ma, voglio rispondere per tutti a una domanda più che lecita.

𝗠𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗯𝘂𝗻𝗸𝗲𝗿 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗦𝗼𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲, da molti anni dismesso e divenuto un museo, 𝗵𝗼 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗮, in quel luogo carico di racconti, è evidente come fossero molto organizzati per sopravvivere ad ogni attacco, pronti per ogni evenienza. Avevano previsto quanti morti e distruzione ci sarebbe stata secondo il tipo di ordigno bellico.

La mappa dell’Italia, con quelle proiezioni concentrice e centripete, dal rosso al giallo, molti morti al centro e poi man mano, meno morti all’istante, ma radiazioni mortali per lunghissimo tempo.

Lungimiranti

E noi? Che qui siamo visitatori, che ruolo abbiamo? Raccontare la storia ai figli? Evitare che si perda il ricordo della guerra o promuovere una cultura della coesione e della costruttività per un nuovo futuro?

Per me la risposta è stata velocissima ad arrivare… 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 che esploda sulla mappa dell’Italia, un epicentro 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮, da cui far diffondere speranza e strumenti di motivazione e propositività, al posto dei cerchi rossi/arancio/giallo, della distruzione atomica.

Per rispondere alla conoscente di questa mattina, “Purtroppo la guerra è entrata nella nostra testa già con il Covid…sono due anni e più che ci stiamo preparando alla guerra…ma comunque, ora anche se il mondo non è in pace, la vita continua, lo abbiamo vissuto, e viverla meglio è un diritto e anche un dovere per i figli…che continuano ad andare a calcetto o alle feste e per te, che continui la tua vita e perché alla fine vuoi pensare alla vita che continua …Aiuti te e l’amico al tuo fianco, se ti prendi cura di dare qualità al tempo e alla tua vita e, a rapido contagio, puoi allargare il cerchio a chiunque incontri sulla tua strada.

È facile contestare le scelte politiche di questo o quel tale ministero, ma tu, nel tuo piccolo, hai messo semi per il futuro? E non parlo di quelli economici. Lo sai che un albero va piantato molto tempo prima, perché dia poi i suoi frutti? Ci vuole tempo per creare, ogni cosa ha bisogno di tempo, in questo modo mi piace pensare che nel mio piccolo, porto un contributo alla qualità della salute, almeno per questa generazione…”

La Rinascita ha bisogno di tempo per accadere, un tempo di incubazione, come per una creatura in carne e ossa, un tempo in cui ci si focalizza su ogni individuo, come per ogni cellula nel nuovo corpo in gestazione.

La rinascita si sogna prima e poi si realizza, prima si organizza e poi si attua, prima genera coesione e poi muove passi in avanti.

Per questi e molti altri importanti motivi, è bene iniziare ora a pensare positivo, come dice una celebre melodia “Io penso positivo perché son vivo”.

Vi aspetto al prossimo Epicentro di Rinascita e ricordatevi di contagiate positivamente le persone a cui tenete


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Una risposta a “Ma come ti è venuto in mente di pensare alla rinascita mentre c’è la guerra?”

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