Non c’è passato, non c’è presente, non c’è futuro. Ci sono solo cicli, cadenze e ritmi che governano questo nostro sistema e tutto ciò che vi abita, che sia cosciente o meno.

Dal lato della nostra illusoria percezione umana, guardiamo al ciclo della vita e lo vediamo frazionato, diviso in fasi distinte: inizio-crescita-declino-fine, così come vediamo diviso il giorno, l’anno, le ere… Ma se spostiamo la nostra attenzione dall’esterno degli eventi, se cioè smettiamo per un attimo di vederli come tanti segmenti, che vivono per il tempo che durano in manifestazione, riusciamo a percepire la Bellezza dell’Unità del Disegno che ad essi sottostà.
Allora la rappresentazione del Solstizio d’Inverno non è più un evento isolato in un suo spazio-tempo, ma diventa un punto che in sé contiene passato-presente-futuro.
Non possiamo, infatti, guardare al Solstizio d’Inverno senza includere l’intero arco di tempo Inverno/Estate/Inverno perché sarebbe limitativo: l’uno contiene in sé l’altro, principio-fine / fine-principio.
Una “fine” in verità non esiste. La scienza ci insegna che “nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, e dunque la “fine” è sempre l’inizio di qualcos’altro che, per la legge d’evoluzione, sarà un nuovo inizio, ma da un gradino più alto del precedente.
Il momento solstiziale invernale, è il momento della morte simbolica della propria profanità, e nell’evento fisico del passaggio dalle tenebre alla luce. Il Sole che pian piano riconquista luce alle tenebre, rispecchia l’animo che prende coscienza del proprio “risveglio interiore”, ed inizia il suo percorso di ricerca.
Questo viaggio, conduce verso la Conoscenza; è un cammino che inizia nel silenzio e nel buio più profondo dell’elemento Terra. È un viaggio fatto di tappe che scandiscono il ritmo che intercorre tra crescita e trasformazione, cicli minori in un ciclo maggiore perché, se da un punto di vista astro-fisico, al nostro pianeta Terra occorre un anno per compiere l’intero suo ciclo di rinnovamento, alla Persona occorrono ben più stagioni, ben più ri-nascite per completare un proprio esiguo segmento evolutivo.
Il percorso transita attraverso varie fasi, racchiuse dai due momenti solstiziali: il Solstizio d’Inverno che illumina il percorso, e quello Estivo che ne sancisce l’evoluzione; essi formano l’asse Nord-Sud, in altra letteratura chiamati “Porta degli Dei” e “Porta degli uomini”: il momento più buio e quello della massima Luce.
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