
In questo percorso descrittivo vedremo una disciplina d’eccellenza del team scientifico che studia il nostro corpo: la Fisiologia dal greco fisis natura e logos discorso «scienza della natura». In collaborazione alle competenze della fisiologia, come strumenti di dialogo tra il corpo e l’inconscio, avranno voce: la Trance – dal latino transire «passare, andare oltre» e l’Ipnosi – dal greco ypnòs «sonno» – strumenti che permettono una grande varietà di risposte comportamentali alla stimolazione sensoriale.
Sommando i tre significati, avremo la mappa del percorso che stiamo per intraprendere: lo studio dei fenomeni vitali nel loro passaggio da uno stato ad un altro, per forma e percezione.
La trance si può definire come uno stato dissociativo funzionale, in cui avvengono tipiche e importanti modificazioni dello stato di coscienza, delle funzioni dell’Io (sensazioni, percezioni, attenzione, memoria, pensiero, emozioni) e di vari parametri fisiologici; può insorgere in modo spontaneo (ogni 90 minuti) o indotto. Entrando in trance, viene attivato il sistema nervoso Parasimpatico che rimane attivo non solo per tutta la durata della trance, ma anche per i giorni a seguire, inducendo numerosi vantaggi alla salute della persona. Per prolungare tale effetto, basta dedicarsi quotidianamente alla ripetizione degli esercizi creati con l’ipnotista.
L’Ipnosi, che utilizza la condizione di trance come strumento essenziale, è uno approccio delicato che offre benefici senza controindicazioni, tanto da essere oggi utilizzata anche negli Ospedali, come supporto per l’anestesista e nella terapia del dolore. Una Ipnosi, anche lieve, consente di ottenere modifiche sostanziali a livello fisiologico: più la persona si concentra su una parte del corpo, più la parte si attiva, stimolando la vasocostrizione o la vasodilatazione, portando a benefici:
- rilassamento delle tensioni del muscolo scheletrico e del muscolo liscio (visceri)
- miglioramento della circolazione
- omeostasi del sistema nervoso
- miglioramento della qualità del sonno
- tono e luce alla pelle
Vediamo brevemente come il nostro sistema nervoso modifica la percezione del mondo dentro e fuori di noi, per comprendere la stretta connessione tra l’Ipnosi e la Fisiologia.
Il SNA (Sistema Nervoso Autonomo o Vegetativo) si suddivide in sistema nervoso Simpatico o Ortosimpatico e sistema nervoso Parasimpatico. Il primo regola le nostre reazioni di “attacco o fuga” aumentando il ritmo cardiaco e respiratorio ed ha funzione eccitante: è presente in maniera predominante in tutte le forme di stress, ma in questa sede il nostro interesse verte sul secondo, il sistema Parasimpatico, le cui fibre nervose efferenti che partano dal tronco encefalico, innervano vari organi determinando la regolazione di numerose funzioni neurovegetative, in risposta a stimoli ricevuti.

Il sistema Parasimpatico con azione antagonista a quella del sistema Ortosimpatico, che prende parte alla risposta somatica in situazioni di stress, tende a conservare le risorse dell’organismo e a ristabilire l’omeostasi, rallentando la frequenza cardiaca, diminuendo la forza di contrazione del cuore così da ridurre il quantitativo di sangue pompato e dunque riduce la pressione arteriosa e calma il respiro.
Attraverso il passaggio di stato dal sistema O. a quello P., avvengono una serie di modificazioni fisiologiche che ci proiettano in percezioni somatiche in cui rilassarci e rigenerarci e dato che noi percepiamo il nostro mondo attraverso una somma di esperienze, l’esperienza ipnotica diviene un mondo in cui ri-organizzare e costruire una realtà più semplificata. Potendoci spostare mentalmente nel tempo e nello spazio, in uno stato desiderato piuttosto che in un altro, indurre in trance equivale ad agire sul Sistema Nervoso attraverso il canale uditivo-visivo-cinestesico.

Un effetto curioso della trance è osservabile sul riflesso pupillare. Secondo lo stato del sistema nervoso questo dovrebbe essere l’effetto visibile:

Abbiamo usato il “dovrebbe”, perché l’effetto provocato dalla trance può indurre le pupille a restringersi o dilatarsi anche in modo asimmetrico, l’una rispetto all’altra. Non è raro che una persona riaprendo gli occhi dopo una trance ipnotica, mostri questo effetto sulle pupille, soprattutto se durante il suo “viaggio” ha avuto visioni fortemente coinvolgenti.
Una considerazione comune a tutti i sensi prevede per ciascuno di essi almeno tre distinti momenti fenomenologici: l’oggetto materiale iniziale, la trasmissione attraverso lo spazio dell’informazione, ed infine la ricezione da parte degli organi di senso. Gli organi stessi, a loro volta, prevedono un meccanismo di trasduzione del segnale della natura più variabile (da radiazioni elettromagnetiche a impulsi di pressione, fino a molecole vere e proprie), in un segnale di tipo nervoso, gestibile poi come tale in sede neuronale e quindi cerebrale. Basta andare a curiosare nel materiale a disposizione già nei testi basilari di fisiologia, per avere la certezza che le emozioni sono fisiologicamente e chimicamente fonte di modificazioni nel nostro corpo.
Una breve panoramica sui sensi, ci fa ricorda che la “costruzione” della nostra memoria emotiva, inizia con lo sviluppo dei nostri sensi, poco dopo il concepimento (dall’ectoderma, uno dei foglietti embrionali da cui si sviluppano anche pelle e cervello) proprio questa velocità della creazione, ci permette di poter sentire la vita da subito: suoni, odori, sapori, sensazioni e immagini ci accompagnano per tutto il tempo in cui “abitiamo” nel ventre materno. Percepiamo i cambiamenti di umore di nostra madre, li percepiamo a livello chimico. Lo sviluppo dei sensi, con l’attivazione così precoce della loro funzione specifica, può aiutarci a comprendere quella che viene definita memoria corporea: segni incisi nel nostro corpo che vanno al di là del pensiero, del linguaggio e della ragione. L’età fetale è un momento fondamentale della nostra evoluzione e viene inconsciamente riproposta durante tutta la vita.
Prima di entrare nel vivo di ciò che accade ai nostri sensi una volta entrati in trance, vediamo 5 brevi schede su ogni senso.
TATTO (Tactus)
Il tatto è il senso che comporta maggiore contatto dello sperimentatore con l’oggetto percepito e a differenza degli altri sensi, percepisce la materia della quale l’oggetto è composto, creando quindi una vasta gamma di informazioni, a cui partecipa anche il senso della vista per definire l’identità dell’oggetto.
UDITO (Auditus)
E’ probabilmente il meno chimico fra i sensi, ossia non percepisce direttamente le sostanze chimiche in sé stesse, ma percepisce onde di compressione e decompressione. La dinamica che si genera tra il materiale che produce il suono e la superficie di contatto, fanno si che noi possiamo riuscire a definire di che materiale si tratta, la direzione da cui arriva e in modo orientativo da che distanza, se vicino a noi o lontano da noi. Con l’udito riconosciamo voci familiari, attiviamo ricordi, diventiamo felici o ci innervosiamo, ci addormentiamo e ci svegliamo; viviamo emozioni forti pur non essendo toccati sul corpo, se non dalle vibrazioni di suoni che si trasformano in sensazioni e poi in emozioni.
VISTA (da Videre)
La vista è un senso spesso frainteso, considerato diretto e istantaneo, ma in realtà è un compless
o sistema di proiezioni, trasformazioni chimiche, adattamenti…illusioni. Ci basti pensare che quello che vediamo di un oggetto non è l’oggetto in sé, ma al limite la sua superficie, che percepiamo più o meno distintamente in base alle condizioni di luce. Le interazioni fra la luce che determina il colore di un oggetto, in base alla radiazione assorbita dalla sua materia, sono quelle che ci aiutano ad esempio a distinguere un frutto maturo da uno acerbo, senza peraltro averlo nè assaggiato nè toccato. Un esempio del potere evocativo che ci offre il senso della vista è l’ancoraggio dei ricordi a fotografie, luoghi, letture, oggetti riposti fermi lì da anni che anche se non prendiamo mai in mano, la sola vista ci serve a mantenere viva una parte della nostra identità: il passato.
GUSTO (Gustus)
Il gusto è probabilmente il più rudimentale dei 5 sensi nella specie umana, viene ad assumere il ruolo di analista chimico, che monitorizza le singole e specifiche caratteristiche di conformità del materiale introdotto nel cavo orale; ad esempio è in grado di verificare un cibo crudo da uno cotto, uno divenuto acido o avariato. Il gusto valuta la componente organolettica dell’alimento, essenzialmente in una manciata di sensazioni: dolce, amaro, acido e salato e grazie all’incremento dei ristoranti orientali, l’umami, inteso come sapidità (esaltatore di sapidità – glutammato).
OLFATTO (Olfactus)
E’ il più chimico fra i sensi per almeno due ordini di ragioni: in primo luogo perché è uno di quei rari casi (il gusto è l’altro) nei quali è la molecola stessa della sostanza che compone o che contiene l’oggetto, a trasferirsi nell’aria fino al nostro naso, in secondo luogo perché risulta essere “il meno mediato” dei sensi, quello dove l’interazione fra il trasportatore dell’informazione ed il recettore è diretta.
E’ il senso più antico e primitivo: numerose sono le relazioni fra l’olfatto e la vita dell’uomo, sia nei suoi aspetti più biologici che in quelli più emozionali. Ha un ruolo importante nell’evocazione dei ricordi, nell’indurre stati fisiologici specifici come succede ad esempio, quando sentiamo l’odore del nostro piatto preferito.
Senso “fino” a supportare i comportamenti e le reazioni più istintive, risulta infatti che la zona del cervello preposta alla percezione olfattiva nell’uomo sia la stessa preposta alla gestione delle emozioni (sistema limbico) e risulti nettamente più sviluppata nei vertebrati più antichi, quelli per i quali l’istintualità su base olfattiva doveva probabilmente coprire una ben specifica funzione pre-razionale, dalla quale dipendeva la sopravvivenza stessa dell’individuo.
Dopo questa breve panoramica sui sensi, per passare dal mondo reale a quello virtuale della mente, prendiamo in prestito un concetto utilizzato dalla PNL. Nel nostro corpo è racchiuso un mondo composto esclusivamente di sensazioni, quello che viene definito la mente somatica e che si rispecchia molto nel linguaggio comunemente usato, associato agli organi, quel linguaggio che la PNL chiama Il linguaggio degli organi. Comprendente affermazioni metaforiche o frasi idiomatiche, è un linguaggio che le persone usano riferendosi a parti del corpo o loro funzioni, come ad esempio: ho seguito il cuore, lo sento a pelle, sento puzza di guai, ecc… Nel nostro percorso interno siamo in costante contatto con questa mente somatica; nel nostro corpo è racchiuso un sistema di intelligenza e di saggezza con cui possiamo essere più o meno in sintonia e se lo siamo, tutto il nostro equilibrio ne apprezzerà i benefici effetti.
Utilizzando i sensi, non più come un segnale nervoso afferente dal mondo esterno, ma la memoria di essi come banca dati infinita depositata in aree specifiche del SNC, che abbiamo modo di accedere al massimo potere evocativo della memoria che abbiamo delle nostre esperienze sensoriali. Ma ancora più importante, possiamo riprendere ricordi, elaborarli e semplificarli, creare immagini di futuro desiderato da riportare attraverso la coscienza, come filtro della nostra realtà, così da poter avviare qualsiasi cambiamento. Così durante la trance in tutto ciò che sono visualizzazioni, percezione degli odori, sensazioni tattili, come l’erba fresca sotto i piedi o la luce del sole che riscalda e quant’altro, stiamo utilizzando il nostro sistema limbico e le aree della memoria, parte fondamentale del nostro SNC, compresa la parte adibita all’apprendimento, area fondamentale nel processo Costruttivista che descriveremo a breve.
Ci sono molti modi per condurre in un diverso stato di coscienza e dissociazione. A tale scopo si adottano molteplici tecniche. Vediamone alcune: richiedere attenzione alla postura, modulare il timbro nella voce, proporre immagini suggestive, richiamare alle sensazioni corporee di caldo, freddo, percezione della sedia e dei piedi poggiati a terra, ecc. La trance diviene un mezzo altamente funzionale che utilizza i sensi, per trasformare ogni tensione in rilassamento. Nel momento in cui la persona si affida all’ipnotista, il sistema di attacco o fuga e quindi di eccitazione ortosimpatico, viene inibito più o meno velocemente dal suo antagonista il sistema Parasimpatico, che inizia a generare tutta una serie di reazioni, trasportando tutto il corpo in stato di rilassamento, fine per cui si rende sufficiente già solo “ascoltare attivamente” per avviare l’intera “macchina anti-stress” e riattivare le potenzialità del corpo, in grado di ripristinare l’omeostasi, la cui funzione essenziale è mantenere in stato di equilibrio il valore di alcuni parametri interni, che tendono di continuo a essere modificati da fattori esterni.
Tutti i processi fisiologici sono regolati, a ogni livello, da sistemi di controllo a feed-back che permettono all’essere vivente, di adattare la propria individualità biologica all’ambiente esterno; per questo motivo la trance ipnotica, si dimostra uno strumento efficace per l’equalizzazione dei livelli fisiologici che la risposta ad agenti stressogeni altera più o meno quotidianamente. Le alterazioni patologiche della nostra salute si verificano quando le sollecitazioni che riceviamo dall’esterno sono eccessive e la risposta non è idonea a soddisfare l’esigenza del momento e a mantenere in equilibrio e stabilità l’organismo. E’ in questo delicato equilibrio di livelli, che l’Ipnosi svolge la sua attività modulatrice ed equilibratrice, attraverso l’utilizzo della stimolazione sensoriale. Possiamo quindi considerare la trance, il passaggio dallo stato Ortosimpatico allo stato Parasimpatico, con il vantaggio di avere dei feed-back istantanei sulle variazioni che accadono nel corpo, attraverso il dialogo tra ipnotista e ipnotizzato.
La trance è indotta attraverso i sensi, utilizzando suoni, visualizzazioni, focalizzazioni nel tempo e nello spazio, immagini, ecc. e una volta che la persona è in trance, percepisce in modo amplificato i sensi ma come segnali efferenti, privati degli agenti che ne disturbano la sensibilità. Attraverso i sensi si accede alla trance, dalla trance si accede ai sensi: ecco la via bidirezionale che guidata vocalmente, ci fa accedere ai vari strati di coscienza per giungere a quella sfera che, sorvolando la natura materiale delle cose, è chiamata Inconscio.
Alla luce di quello che abbiamo fino ad ora valutato, risulta quanto più evidente il benefico effetto, apportato da una trance guidata da ipnotista, in cui la persona si pone in stato di ricevente, e gode a pieno dei benefici cambiamenti psico-fisici. Possiamo però scegliere anche una seconda strada, nel caso in cui la persona più razionale non gradisca “abbandonarsi in sé stessa”. Non tutti lasciano che il loro sistema di attacco o fuga sia inibito, così un metodo funzionale è la trance indiretta, nella quale la persona è condotta semplicemente alla limitazione del campo di attenzione della sfera logico-razionale, così da poter mantenere alta la sua eccitazione mentale e utilizzarla come magno strumento, per abbassare il livello eccitatorio del sistema Ortosimpatico e far sì che la persona acceda ad uno stato più rilassato e collaborativo. A tale fine vengono utilizzate tecniche specifiche, come ad esempio la tecnica della Gestalt, detta delle due sedie.
Inoltrandoci con maggior attenzione nel vasto scenario dell’ipnosi, ci soffermiamo nell’osservazione dell’Ipnosi Costruttivista. A differenza dell’Ipnosi propriamente detta, l’Ipnosi Costruttivista si avvale di strumenti supplementari, quali la capacità costruttiva della mente, il desiderio di cambiamento di ogni individuo, la sua determinazione nel portarlo a termine e la sua creatività, comunicando con un linguaggio semplice, come se dovessimo parlare ad un bambino. Poiché l’I.C., per i suddetti scopi, si avvale anche di strumenti come metafore e associazioni, volendoli utilizzare per spiegare in modo essenzialmente semplice la sua filosofia, possiamo farci aiutare da un classico che ognuno conosce, Cenerentola, usando l’accortezza di analizzarne il processo Costruttivista: Cenerentola è una ragazza, come ce ne possono essere tante, che invece di lasciarsi intristire dalla realtà che la circonda, trova strade alternative utilizzando la sua fantasia, vale a dire la sua capacità creativa. Sogna e non bada a spese nei suoi sogni. Non si accontenta semplicemente di sognare una vita migliore, sogna La vita migliore. Sogna ogni giorno dal mattino al tramonto, lo stesso sogno. Ripete e ripete, ogni giorno lo stesso sogno. Ogni giorno lo arricchisce di particolari, lo definisce, lo rende un ancoraggio quotidiano al suo stato desiderato e giocando al “come se fosse” rinforza la costruzione del futuro. Se ora trasportiamo Cenerentola nel mondo reale, possiamo facilmente ipotizzare di trovarla nella ragazza disoccupata del piano di sopra o nella cassiera annoiata del supermercato, che divengono così individui desiderosi di un futuro più ambizioso. Nell’I. C., utilizzare strumenti creativi è basilare per fornire alla persona la possibilità di accedere ai livelli più profondi del suo cambiamento, stimolando la capacità costruttiva della creatività individuale, estraendo le risorse insite in ogni individuo. I bambini sono professionisti nel vivere dimensioni di trance, si immergono nel loro gioco tanto da renderlo così reale, da credere di viverlo, di averne paura o di gioirne e poiché anche in età adulta rimane attiva questa via creativa che trasforma un’esperienza reale in esperienza sensoriale, la possiamo utilizzare per accompagnare in un percorso ecologicamente funzionale anche la persona più ostica, attraverso l’utilizzo di molteplici tecniche che utilizzano per l’appunto metafore, oggetti rappresentazionali e molto altro.
Il mondo dell’Uomo e il suo potere pensante, rimarranno sempre un affascinante mistero in continua scoperta.
Anche nel sentiero più insidioso, si nasconde la magia di una verità…


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