2 Storia dell’Ergoterapia: la Terapia Occupazionale nel XX secolo

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Il nome originario è Ergoterapia (dal greco érgon=lavoro), successivamente tradotto in Terapia Occupazionale, definita come l’arte e la scienza di aiutare il paziente con un processo complesso che si basa sull’interazione collaborativa tra terapista e paziente all’interno di un contesto di intervento, che deve basarsi sulla ricerca e concentrarsi sul paziente attraverso le Occupazioni, strumenti vitali per l’identità e la vita di ogni Persona.

Già nel 1915, Eleanor Clarke Slagle, assistente sociale statunitense, elaborò un programma di preparazione per un gruppo d’operatori che chiamò Terapisti
Occupazionali. Inizialmente (America 1917) ci furono opinioni divergenti su chi fosse più qualificato alla pratica della T. O., ma successivamente, poco prima della “grande guerra”, viene fondata la prima Società Nazionale per la Promozione della Terapia Occupazionale, con gli obiettivi di utilizzare l’Occupazione come forma terapeutica, valorizzandone gli effetti positivi sulla vita dell’uomo e promuovere la diffusione di questa neo-disciplina. I primi membri di questa associazione furono medici, assistenti sociali, infermieri, insegnanti, psicologi ed artisti.

Il primo incontro dell’associazione (1917), affrontò il tema della riabilitazione dei malati mentali e fisici; nel secondo incontro (1918) Dunton, presidente e co-fondatore, enunciò le prime nove regole per praticare la T. O. che vennero poi estese a quindici, con integrazione da parte di altri terapisti.

Viene anche coniata la prima definizione di T. O. Un tipo di cura basato sull’insegnamento e l’applicazione di una occupazione produttiva, con lo scopo di suscitare interesse, coraggio, sicurezza, di esercitare mente e corpo in attività , di superare inabilità funzionali e di stabilire un proprio ruolo nella società”.

Nel frattempo lo scenario era cambiato a causa dello scoppio della guerra, causa che fornì enorme campo di applicazione per la T. O. che dopo i primi dubbi, prese velocemente piede negli ospedali. Le autorità militari chiesero l’inserimento di 200 nuovi terapisti, divisi in due gruppi: Fisioterapisti e Terapisti Occupazionali. I terapisti venivano istruiti in corsi con durata da 6 a 12 settimane, comprendenti formazione in Psicologia del minorato, igiene personale, anatomia, kinesiologia, etica e amministrazione (il primo corso di laurea biennale nacque anni dopo in California – 1964). Il contesto mondiale dal 1917 al 1945 con lo scoppio della seconda guerra, porta in crescita vertiginosa, la richiesta di personale specializzato in T. O. a tal punto che dal 1921 al 1945 vennero formati 3224 Ergoterapisti e un’alta percentuale di ospedali, aveva T. O. nello staff riabilitativo.

Successivamente i T. O. verranno inseriti anche nel campo delle malattie croniche come l’artrite, nei casi ictus, nelle malattie cardiache e congenite, nella realizzazione di ortesi, infine anche nel campo pediatrico, ponendo anche molta attenzione al reinserimento del paziente psichiatrico nell’ambiente familare e sociale.

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