Un altro Volo di Pegaso “La bellezza unisce le persone”

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di Alessandra Palieri

Oggi 24 febbraio 2020 al Piccolo Eliseo di Roma, l’unione delle forze umane che avvolge e trasporta più in alto la qualità di vita della persone con malattie rare e ne protegge i diritti, ha visto premiare i vincitori del Concorso letterario, artistico e musicale Il Volo di Pegaso, giunto alla sua XII edizione; presentatore Giuseppe Tipaldo.

IlCentro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanitàcon la presenza della Presidente Dott.ssa Domenica Taruscio eUNIAMO Federazione Italiana Malattie Rarecon la Dott.ssa Annalisa Scopinaro, alla presenza di una pregiata giuria, hanno premiato i vincitori del concorso vincitori, Persone che con i loro talenti hanno portato un grande contributo, sottolineando come le arti tutte, siano uno strumento terapeutico, dai grandi contenuti umanizzanti.

Ospite eccellente, ad aprire la giornata con una lectio magistralis, il Prof. Giacomo Rizzolati, che ha illustrato con candida semplicità, le emozionanti strade del cervello e le scoperte con cui ha hanno scritto una pagina di storia della Ricerca scientifica; il Prof. Rizzolati ha sottolineato come la Ricerca, gli sta donando la sua seconda primavera grazie agli studi in atto sull’epilessia.

A prova della lectio magistralis, il pubblico è scivolato nei meandri delle emozioni, con la passione vibrante delle chitarre del genio di Giorgio Albiani, che ha evocato storie e paesaggi con grande maestria, confermando quanto il talento sia anche il risultato di costante e appassionata ricerca e applicazione costante.

Toccante contributo di Marco Moricone, figlio del grande maestro Moricone, che oltre le parole, ha saputo condividere la sensibilità della musica donata ai bambini, anime in passaggio nei reaparti oncologici.

Opere ammesse al concorso: http://old.iss.it/binary/pega/cont/Opere_ammesse_XII_ed_Il_Volo_di_Pegaso.pdf

Il Volo di Pegaso è una iniziativa eccezionale, unire arte e cultura alla cura, è il futuro di una medicina sempre più vicina all’Uomo nella sua totalità e da artista e terapeuta, mi compiaccio ancora una volta di tale progetto, perché lo sento molto vici no al mio continuo incessante operare, per liberare l’anima rinchiusa nella malattia, una pietra grezza da cui estrarre la vera Persona e restituirla al mondo più ricca di prima, nella sua libertà di Individuo.

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