1 Primavera 2020…quando si ‘sfangava’ la giornata facendo pane, pizza e ogni ben di Dio

2020…quando le bustine di lievito erano il bene primo più ricercato…

Eh sì, poco più di un anno fa, è esploso il rito del pane e pizza fatti in casa, farina e lievito erano introvabili, foto lanciate su ogni social di dolci, pani e pietanze golose, a ogni ora del giorno. Non si pensava certo all’eccesso, non si dava importanza al fatto che pizze e torte, sarebbero state si un  buon passatempo antistress, ma anche l’inizio di un cambiamento di abitudini, non sempre positivo.

Nell’ultimo anno, il ricorso ai cibi consolatori e la riduzione dell’attività fisica, hanno fatto si che oggi a distanza di un anno, la salute media e scesa di qualità, con l’aumento di intolleranze, disturbi gastrointestinali, disturbi del sonno…

Emerge un generico declino delle buone abitudini e della salute di intestino e difese immunitarie, dovuto alla sedentarietà dello smart working e allo stress protratto nel tempo. Questo alterato equilibrio della routine, già molto strapazzata in tempi normali, ha vertiginosamente fatto scendere la curva della salute e un declino nella produzione di ormoni della felicità.

Alimentazione troppo glucidica e povera di verdure e frutta, in aggiunta al peggioramento dello stato emotivo, sembrano proprio essere i detonatori delle barriere protettive del nostro sistema immunitario.

Ed è così che, complici lo stress, l’isolamento, la paura per il proprio lavoro e per il futuro si è registrato un aumento della fame nervosa, il cosiddetto Emotional Eating.

A causa di questo, il 27% è aumentato di peso rispetto ai mesi precedenti, percentuale che scende al 24% per i normopeso, ma che sale al 33% tra le persone con obesità che, più di tutte, hanno risentito delle misure restrittive.

Ma, fortunatamente, c’è il rovescio positivo della medaglia: il tempo impiegato a preparare pietanze di qualità fatte in casa, prive di sofisticazioni industriali e grassi dannosi, accompagnati dall’incremento dell’attività fisica con video tutorial contro la noia del lock down, hanno portato il 17% della popolazione a dimagrire.

Ma la realtà è che la maggioranza è rimasta fortemente in fase di allarme; un ammonimento perché con il progredire della pandemia e date le tempistiche delle vaccinazioni, passerà molto tempo prima che si possa tornare alla vita di prima, per cui è necessario strutturare un’agenda personale, su cui creare un percorso virtuoso, che preveda un allenamento fisico, una sequenza a rotazione di alimenti sani e variati, in ultimo perché  rimanga come di fondamentale importanza, uno spazio bisettimanale, dedicato alla crescita spirituale/culturale di un livello discreto.