GenerAzione progresso. Chi si ferma è perduto

Che meraviglia è, la magia dell’intelligenza innata. Dopo aver assistito a questo, come si può continuare a pensare che non possediamo le risorse per guarire, per cambiare tutto e ricominciare a programmarci?!

Senza dubbio, nessuno è immune dal cadere, nel lungo percorso dei suoi giorni. Nessuno può dire di essere sempre sano e felice, o di essere solo fortunato, solo giusto, solo buono, generoso, di non provare mai rabbia, invidia, voglia di rivendicare. Ha! Altro che porgere l’altra guancia o voler bene a tutti, come quando vorresti mollare quel pizzone al tizio che malmena il suo bambino inerme!

Non raccontiamoci baggianate, come hanno fatto e fanno, un ronzante sciame di pseudo maestri in tecniche di meditazione ed esoterismo; sono ancora in circolazione, idee fantasiose direi, che solo pensando positivo e vedendo solo il bello e il buono in sé stessi e negli altri, si vive sani e felici, come i Teletubbies sulla collina verde. Li vedi, le mani sul cuore, un namastè sempre in tasca, il cliché del sorriso da banco, indossato subito dopo la porta di casa, un bel respirone quando pulsa la vena sulla tempia, due o tre esercizi di contenimento emotivo. Eccoli gli strumenti dell’illusionista di se stesso.

Il famigerato pensiero positivo non esiste, è una brutta copia artefatta, di ben altre antiche filosofie, per poche menti istruite. Non serve quasi a niente credere che mettere via la rabbia, rinnegare il malvagio sé, demonizzare il lato brutto di sé, sia la soluzione che invocano i maestri faciloni, e cosa peggiore, questo atteggiamento genera una pericolosa perdita di autostima, quando si rivela inefficace.

No, non funziona così, perché esiste qualcosa di enormemente più potente e alla portata di tutti, è lo strumento più prezioso che possediamo, è la capacità di saper navigare nel mare dei giorni alti e bassi, cavalcando ogni emozione fino alle viscere e poi guardarla fare capolino e sorridere nel sentirsi percorsi dalla sua corrente, senza rimanerci fulminati.

Ma, non è gratis come il namastè, ha un prezzo molto alto, si chiama disciplina, apprendimento, impegno, istruzione. Allenare e domare la propria ribellione interiore alla disciplina, questo è potente. La disciplina di cui parlo, restituisce miracolosi cambiamenti, ma implica sacrificio, fatica, anche rabbia e voglia di smettere e mandare tutto a quel paese. Quello è il momento magico, è lì che cambi.

La capacità di riprogrammarsi, è di tutti, ma la performance con cui si raggiunge, è diversa per ognuno; va di pari passo con la volontà e il costante impegno, fino al raggiungimento dell’automatismo mentale.

È allora che ti ritrovi rilassato in te stesso, felice di salire e riscendere nel tuo ondeggiare. È una valle dopo la montagna, è il rumore della risacca sulla riva del mare, la pace dopo la tempesta. È un grande incontro, sei il Tu che prima non conoscevi.

L’equilibrio, non è rigidità ma movimento, equilibrio tra due lati, tra due sistemi opposti, tra sostanze, processi di trasformazione generano equilibrio sempre più efficace e così di conseguenza salute. Come? Accedendo alla disciplina mentale.

È un percorso enormemente stimolante, entusiasma colui che vi incede, come l’archeologo che dopo lungo scavare, scopre la punta della piramide sotto la sua scarpa.

Genera una “dipendenza” dall’indipendenza. Il percorso non è né in salita né in discesa, è un percorso che cambia livello, è questo lo stimolo vitale che spinge ognuno alla continua ricerca di uno stato di ben essere, di quella sensazione di appagamento interiore, in qualunque posto e situazione.

Nessuno raggiunge mai una meta finale, perché non esiste una fine al cambiamento. Quindi, mettiti in viaggio, raduna in te, curiosità, volontà, determinazione, fiducia e parti alla scoperta di nuovi modi di stare nella tua vita.

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