
Anche se datati, alcuni passaggi notevoli sul tema Coaching e Terapia Occupazionale, provengono praticamente tutti da oltreoceano, vediamone alcuni passaggi
Townsend e Polotajko (2007)
[…] In OT, il coaching è considerato un’abilità fondamentale per consentire l’occupazione. Un approccio di apprezzamento basato sugli asset altamente congruenti con l’abilitazione del cambiamento occupazionale duraturo … L’enfasi è quella di allenare le persone ad assumersi la responsabilità di auto-direzione nelle priorità e negli obiettivi, che sono più significativi per loro … Il coach può offrire un feedback sulle prestazioni professionali al fine di sostenere e migliorare lo sviluppo professionale.
Australian Occupational Therapy Journal giugno 2015 ( Volume 62 – Autori Dorothy Kessler MSc (OT), Fiona Graham PhD (OT)):
[…] Il coaching è stato identificato come un’abilità di abilitazione di base dei terapisti occupazionali. I terapisti occupazionali hanno iniziato ad abbracciare l’uso del coaching come strumento terapeutico per promuovere la centratura del cliente nella loro pratica. Man mano che l’uso del coaching diventa più popolare, è importante esaminare e valutare l’uso del coaching nella pratica della terapia occupazionale per chiarire cosa si intende per coaching e informare la ricerca e la pratica futura in questo settore. […]
Dal sito ufficiale AOTA – febbraio 2022
Incorporare il coaching-in-Context nella pratica della terapia occupazionale
Autori – Nicole Gerhardt, MS, OTR/L, CPPC; Bernadette Alpajora, OTD, OTR/L; Namrata Grampurohit, PhD, OTR/L; Marie-Christine Potvin, PhD, OTR-L, CPPC; e MJ Mulcahey, PhD, OTR/L, CPPC
[…] I professionisti della terapia occupazionale forniscono assistenza centrata sulla persona e collaborano con i clienti per consentire loro di dirigere la propria vita e promuovere soluzioni significative per attività stimolanti. Il coaching che è una delle dieci competenze di abilitazione per i terapisti occupazionali è un approccio al lavoro con le persone che possono rafforzare la natura collaborativa della relazione tra terapista occupazionale e cliente per ottimizzare la salute.[…]
(Thwswlend & Polatajko, 2013)
Dal libro “ENABLING POSITIVE CHANGE: Coaching Conversations in Occupational Therapy” di Wendy Pentland, Jeanette Isaacs-Young, Jen Gash, Amy Heinz
[…] Enabling Positive Change si rivolge ai terapisti, agli studenti, a coloro che sono interessati a insegnare il coaching per la terapia occupazionale e aiuterà gli studiosi di terapia occupazionale a identificare le domande di ricerca che dovranno essere poste in futuro.[…] Un invito all’azione per migliorare le competenze professionali attraverso il coaching, per aiutare ad affrontare i gravi problemi mondiali consentendo un cambiamento umano positivo[…]
Mentre in America gli OT stanno a grandi passi integrando il coaching nella loro pratica, in Italia il coaching integrato alla TO è ancora ad uso di una sconosciuta minoranza, al contrario è ampiamente usato da coach non competenti in ambito sanitario, più che altro è speso per la crescita personale con risultati spesso opinabili, misurabili in proporzione alla competenza/esperienza del coach.
Sottolineando che la professione del coach nasce sulla base ineludibile di esperienza e piena conoscenza del setting in cui viene sviluppato, chi meglio di un Terapista Occupazionale è in grado di supportare un individuo in prevenzione o dopo evento avverso?
Perché in Italia è così raramente applicato dai TO?
Personalmente ho adottato il coaching ancora prima di adottare la Terapia Occupazionale, che ho deliberatamente scelto tra le altre discipline sanitarie, proprio perché possedeva le basi perfette per piantarvi le mie precedenti competenze.
La TO è realmente la professione perfetta per chi vuole prendersi carico della Persona a tutto tondo come ho già descritto in questo precedente articolo sul tema https://strategiedisalute.wordpress.com/2020/02/10/quello-che-ancora-non-sai-della-terapia-occupazionale/
Unire la mindset del coaching alla pratica TO, può cambiare notevolmente l’ampiezza delle possibilità di evoluzione personale e professionale del TO, il quale nasce già come un allenatore alla vita, aiutando le persone a superare le barriere interne ed esterne, verso una nuova fase della vita.
Vediamo come alcuni capisaldi della professione del TO, si sovrappongono perfettamente a quelli del coaching:
- la persona e il suo mondo al centro
- autonomia, responsabilità, autoefficacia
- apprendimento per la costruzione di schemi costruttivi/potenzianti
- fare scelte consapevoli e supportare un cambiamento positivo
- costruire ogni obiettivo su misura e secondo le aspirazioni/necessità personali: “l’abito su misura”
- accompagnare nel viaggio, verso la meta, ottimizzando il percorso secondo gli sviluppi, verso mete a breve, medio e lungo termine
- fare cose nuove/diverse, per essere più performanti
- utilizzare hobby, talenti, manualità, per costruire gli obiettivi desiderati
- scrivere la propria storia per vedersi allo specchio e trovare risorse e strumenti utili al fine del raggiungimento dell’obiettivo
- ……ecc….
Concludendo, attendo l’epoca in cui i Terapisti Occupazionali italiani, saranno consapevoli del loro effettivo potenziale terapeutico, nel frattempo senza nessuna modestia (😉) sto ultimando il primo manuale italiano per i nuovi Coach TO e sono pronta a seguire personalmente coloro che vorranno avvicinarsi a questo entusiasmante approccio terapeutico.
Se ti interessa leggere altri articoli sul tema:
https://strategiedisalute.wordpress.com/category/terapia-occupazionale/page/3/
Sitografia
https://onlinelibrary.wiley.com/toc/14401630/2015/62/3
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1440-1630.12175
https://elevateot.com/blog/2018/9/18/the-use-of-coaching-in-ot
https://www.theothub.com/article/occupational-therapy-and-coaching-where-is-it-at-now
https://www.theothub.com/article/occupational-therapy-and-coaching-where-is-it-at-now
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