Ci può essere sempre una spinta vitale, quell’azione, quel pensiero che consente ad ogni persona, di avere più possibilità, più scelte, più sogni e più obiettivi raggiunti e raggiungibili. Non esiste limite di età per sognare, e non esiste età per realizzare, basta conoscerne la misura (step by step) e ottimizzare il metro di misura, con cui definire aspirazioni e realizzazioni.
Ci sono sempre stati “Grandi Vecchi”, quelle persone di cui si parla nelle riunioni di famiglia, quel nonno, che è passato alla storia per aver arato i suoi campi fino ai 100 anni, persone attive, fisicamente e mentalmente, e nonostante ciò, esiste una grande fetta di persone “sprecate”, nel senso puro del termine, persone inutilizzate, che non sono correttamente impiegate in attività, per loro produttive.
Molti di questi adulti argento, vivono nel contesto familiare, vissuto come grande opportunità, all’interno del quale, trovare motivazione ed essere modello ed esempio per le nuove generazioni, oppure vissuto in modo depressivo, essere accantonati, vivendo una vita latitante, assente, talvolta invisibile.
Per cogliere la risorsa di questi grandi adulti, negli ultimi anni si è posta attenzione all’obiettivo, definito “Invecchiamento attivo”, ampliamento delle possibilità espressive di ogni individuo.
L’invecchiamento attivo è condizione di benessere personale e motore di sviluppo sociale, definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come:
“Un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”.
Incentrato su tale definizione, l’I.A. non ha come unico scopo, migliorare la vita degli anziani, ma anche quello di essere un “processo di ottimizzazione” per la vita di tutti, come sottolinea la WHO (World Health Organization): 
“Siamo di fronte al più grande cambiamento demografico mai accaduto prima d’ora nella storia. L’invecchiamento globale della popolazione comporterà richieste sociali ed economiche alle quali bisognerà fare fronte. Mantenere la popolazione attiva è dunque una necessità non un lusso “.
A supporto di questo cambiamento epocale, l’OMS ha messo a punto un vero e proprio piano strategico, l’Active Aging[1], per creare le condizioni ottimali perchè l’I.A. possa avvenire, molto prima del raggiungimento dell’età anziana.
L’Active Aging, si fonda su tre pilastri “Salute, Partecipazione, Sicurezza”, con lo scopo di sostituire le vecchie idee, secondo le quali le persone anziane sono considerate soggetti passivi, con nuovi approcci, che riconoscono diritti e responsabilità.
La promozione dell’I.A. è un concetto nato nel 1982, con il “Primo piano d’azione internazionale sull’invecchiamento”, concordato dall’ONU a Vienna, successivamente, il 1999 fu proclamato “Anno internazionale degli anziani” ed il 2012 “Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale”, anno in cui è stato anche messo a punto l’indice di invecchiamento attivo, che misura la possibilità degli anziani di realizzarsi in termini di autonomia, occupazione, partecipazione sociale e culturale. Gli indicatori utilizzati sono: il tasso di occupazione, lo svolgimento di attività̀ di volontariato, la partecipazione politica, lo svolgimento di esercizio fisico, l’accesso ai servizi sanitari ed infine la sicurezza economica.
Altri indicatori valutati sono strettamente correlati all’ambiente esterno e quindi: l’aspettativa di vita, il benessere psicologico, l’uso delle tecnologie.
Secondo questo indice l’Italia è al 15esimo posto su 27 Stati Europei.
L’Unione Europea indica quattro aree principali nelle quali agire per promuovere l’I.A.:
- l’ambito lavorativo
- la partecipazione sociale
- la salute ed il mantenimento dell’autonomia
- la solidarietà tra le generazioni
Molteplici sono i modi attraverso i quali è possibile promuovere la partecipazione sociale degli anziani:
- attività di volontariato
- cittadinanza attiva
- sviluppo di reti sociali
Ci sono già validi esempi, di attività nel volontariato, come il network SEVEN (Senior European Volunteers Exchange Network[2]), una rete europea di 29 organizzazioni che promuovono l’apprendimento continuo e il volontariato tra le persone anziane.
Una proposta interessante arriva dalla Regione Veneto, con il Servizio Civile per persone anziane[3] che prevede il loro coinvolgimento nel lavoro delle pubbliche amministrazioni attraverso attività quali:
- animazione
- gestione, custodia e vigilanza di musei, biblioteche e parchi pubblici
- conduzione di appezzamenti di terreno con proventi destinati ad uso sociale
- iniziative volte a far conoscere e perpetuare le tradizioni di artigianato locale
- assistenza culturale e sociale negli ospedali e nelle carceri
- interventi di carattere ecologico nel territorio

Un interessante progetto pilota nella Regione Lazio, è quello proposto dal Team del gruppo KeyMethod, che opera nel campo della prevenzione e della riabilitazione, con il fine ultimo di promuovere la longevità mentale, il mantenimento dello stato di salute e dell’autonomia, mettendo articolare attenzione alla salute dello stato cognitivo.
Il progetto “Pre-Occupati prima di preoccuparti” [4], patrocinato
dall’AITO (Associazione Italiana Terapisti Occupazionali) conforme alle linee guida, per l’invecchiamento, impegna le persone dai 50 anni in poi, in un percorso di prevenzione e potenziamento della salute mentale e fisica, proponendo un programma interessante e innovativo, in cui si alternano:
- Promozione del potenziamento mentale e fisico per la prevenzione del deterioramento cognitivo:
- Mental Training e TAS Tecniche di Abilitazione Sensoriale (respirazione, propriocezione, autoconoscenza, gestione del dolore, meditazione attiva, auto training per la qualità del sonno

- danza, arte, musica, teatro
- movimenti di ginnastica dolce
- giochi per attenzione e memoria (Sudoku, Backgammon, logico-matematici, ecc.)
- apprendimento linguistico (inglese,
spagnolo, francese, creando interazioni linguistiche tra nonni e bambini in età scolare) - City Orienteering (attenzione e guida sicura, prevenzione cadute)
- Difesa personale (Krav Maga per anziani)
- Percorso viaggi (cultura, immaginazione, tradizioni)
- Mental Training e TAS Tecniche di Abilitazione Sensoriale (respirazione, propriocezione, autoconoscenza, gestione del dolore, meditazione attiva, auto training per la qualità del sonno
- Socializzazione intelligente con il CAF Centro Anziani Futurista con le iniziative:
- La bottega delle meraviglie: laboratorio per imparare vecchi mestieri e ad usare nuove tecnologie (nonni e adolescenti)

- Nonni di quartiere: io ho, tu dai, egli ha (scambio di competenze professionali per l’economia di quartiere)
- Baby therapy: racconti di vita per il mantenimento della memoria storica, lettura creativa di favole e metafore formative, “Vi racconto la mia storia” (video-foto-racconti, albero di famiglia)
- Teatro interattivo: ex attori e anziani
- La bottega delle meraviglie: laboratorio per imparare vecchi mestieri e ad usare nuove tecnologie (nonni e adolescenti)
- Alimentazione anti age: il cibo come fonte di vita e strumento di cura
Già nel lontano 1997, si diceva che “la demenza rappresenta una delle emergenze sanitarie del prossimo futuro” (The Italian Longitudinal Study on Aging Working Group, 1997; Soifrizzi et al. 2004; Di Carlo et al, 2002), affermazione che oggi è una realtà concreta.
Su questa previsione, il gruppo del KeyMethod, ha lavorato alla struttura di un Mental Training mirato alla promozione dell’Invecchiamento Attivo, per il rallentamento del deterioramento cognitivo e la gestione del corpo che cambia, utilizzando tecniche di visualizzazione, training di potenziamento della memoria, training di rilassamento progressivo[5].
Iniziando dalla prima citazione, vediamo brevemente cosa sono e come si applicano le Tecniche di visualizzazione[6], che restituiscono grandi risultati, una volta ben apprese e consolidate.
Il Mental Training, è un percorso costruito con la persona, per la persona, su misura delle sue esigenze, che vanno dalla gestione del dolore, al miglioramento del sonno, (non per aumentarne la durata, che dopo i 50 anni vede una naturale diminuzione, ma per ottimizzarne la qualità).
Con il M.T. si arriva a controllare i dolori muscolari e articolari, il battito cardiaco, gestendo anche naturali forme di ansia, dovute all’età.

Tutto questo si ottiene tramite apprendimento di tecniche di respirazione e di visualizzazione guidata, inizialmente tramite un trainer e poi in autonomia.
Una volta appreso il percorso autonomo, sarà utile un periodico upgrade per accompagnare la persona nel corso del tempo.
I training di potenziamento della memoria guidano e accompagnano la persona, con strategie e allenamenti, dal semplice gioco del sudoku, al backgammon, a training di memoria visiva, giochi di logica e pensiero laterale.
I training di rilassamento progressivo addestrano alla propriocezione e al controllo corporeo, tramite respirazione e attenzione focalizzata.


Grazie a questi metodi, l’anziano è stimolato a mantenersi impegnato, lavorare finché vuole, fare volontariato, esercizio fisico, fare formazione, prendersi cura dei nipoti, divenendo utile a sé stesso, alla famiglia ed alla società.
Il profilo dell’operatore KeyMethod
Ha una formazione ad ampio raggio, comunicazione empatica, conoscenza ed utilizzo del linguaggio verbale e non verbale, del linguaggio del corpo e dei sistemi rappresentazionali. Alte capacità di problem solving, strategie terapeutiche verbali (PNL[7]), Mental Training, TAS, proprietà linguistiche di guida alle visualizzazioni guidate.
Il Trainer del K.M. è molto attento all’ascolto e alla comunicazione, nonché alla guida e alla formazione del paziente all’auto-training e senza trascurare la formazione del caregiver, con obiettivo finale…l’Autonomia.
Riferimenti bibliografici
- Asghar Zaidi , Katrin Gasior , Maria M. Hofmarcher , Orsolya Lelkes , Bernd Marin , Ricardo Rodrigues , Andrea Schmidt , Pieter Vanhuysse , Eszter Zolyomi – Active Ageing Index 2012 Concept, Methodology and Final Results
- “SENIOR EUROPEAN VOLUNTEERS EXCHANGE NETWORK” http://www.programsforelderly.com/contributing-senior-volunteer-exchange-network-seven.php
- Prevalence of chronic diseases in older Italians: comparing self-reported and clinical diagnoses. The Italian Longitudinal Study on Aging Working Group.
- R. Giacobbi, Jr., M. P. Buman, J. Dzierzewski, A. T. Aiken-Morgan, B. Roberts, M. Marsiske, N. Knutson, and C Smith-McCrae – Content and Perceived Utility of Mental Imagery by Older Adults in a Peer-Delivered Physical Activity Intervention
- https://www.disgrafie.eu/wp-content/uploads/2014/04/Il-metodo-Jacobson-.pdf
Note:
[1] http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.360.9488
[2] http://www.programsforelderly.com/contributing-senior-volunteer-exchange-network-seven.php
[3] http://www.comune.rossano.vi.it/cittadino/anziani/servizio-civile-anziani.html
[4] Dott.ssa Alessandra Palieri Terapista Occupazionale, formatore Mental Training nel team KINTSUGIMENTAL® KeyMethod
[5] Nascono sulla base del Rilassamento progressivo di Jacobson https://www.disgrafie.eu/wp-content/uploads/2014/04/Il-metodo-Jacobson-.pdf
[6] P. R. Giacobbi, Jr., M. P. Buman, J. Dzierzewski, A. T. Aiken-Morgan, B. Roberts, M. Marsiske, N. Knutson, and C Smith-McCrae – Content and Perceived Utility of Mental Imagery by Older Adults in a Peer-Delivered Physical Activity Intervention
[7] Programmazione Neuro Linguistica
[8] Ometto la frase per la privacy del paziente.

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