3° Dai Biotipi agli Strumenti Mentali Potenzianti: Nuove prospettive per la Cura nel XXI secolo

Dalla forma del corpo alla forma mentale e ritorno, la strada è colma di sorprese, nulla è scontato, tutto è da scoprire, ogni passo è fonte di motivazione in un percorso in crescita esponenziale.

Dopo aver fatto una panoramica su ciò che agisce sulle modificazioni del corpo e della psiche, voglio condurvi su un campo nuovo, per contemplare l’utilizzo nella vita e nella pratica professionale, di strumenti inconsueti ma eccezionalmente efficaci: Mental Training e TAS Tecniche di Abilitazione Sensoriale.

Questi due approcci, sono nati sulle fondamenta di grandi teorie ampiamente applicate da chi, prima di noi, le ha studiate e sviscerate, facilitandoci la funzione plasmante degli strumenti più efficaci; parliamo di comunicazione ipnotica, autoipnosi, bioenergetica, tecniche di rilassamento e respirazione consapevole.

Utilizzando le competenze e le risorse individuali, si guida la persona a smantellare le strutture mentali obsolete a vantaggio di nuove prospettive più funzionali al percorso evolutivo, percorso potenziante la salute in ogni suo aspetto.

Mental Training

  • Sviluppare abilità di percezione corporea per partecipare attivamente al potenziamento dell’individuo, in prevenzione e in riabilitazione
  • Apprendere autocontrollo del corpo
  • Auto gestione del dolore (auto-training)
  • Autonomia Emotiva
  • Migliorare la qualità del sonno
  • Acquisire fiducia nelle proprie abilità (resilienza)
  • Gestire ansia e stress (tramite la respirazione)
  • Fiducia nella guarigione e nelle cure
  • Costruire “Life goals” motivanti, a breve medio e lungo termine
  • Migliorare la qualità di vita
  • Alleggerire il carico assistenziale del caregiver (ove richiesto)

Il processo di cambiamento si sviluppa lungo 3 direttrici:

  1. Riconoscere lo stato presente
  2. Individuare le risorse adeguate
  3. Raggiungere lo stato desiderato

Il Mental Trainer istruirà la persona a:

  • Arricchire la sua “mappa del territorio”, soprattutto riguardo all’abolizione di limiti dovuti a schemi controproducenti
  • Accedere a tutte le risorse sensoriali
  • Aumentare la flessibilità nelle risposte agli stress ambientali
  • Ottimizzare le performance occupazionali

Il M. T. è stato elaborato calcando la strada tracciata dal Dott. Milton Erickson, che sviluppa un intervento strategico, perfettamente sovrapponibile alla filosofia e alla pratica della Terapia Occupazionale, quale formazione accademica ideale alla base del M. Tr..

Eccone i punti salienti:

  • In un qualsiasi dato momento, la scelta che la persona compie è quella per lei migliore
  • La spiegazione, la teoria o la metafora cui si ricorre per dire qualcosa su una persona non esauriscono la totalità della persona
  • Rispetto dei principi e della mappa interna della persona
  • Insegnare a scegliere, non cercare mai di condizionare la scelta
  • Le risorse di cui la persona ha bisogno risiedono nella sua storia personale
  • La persona agisce secondo la propria mappa interna, non solo secondo l’esperienza sensoriale
  • L’elemento più forte di un sistema è la persona, che dispone della maggiore flessibilità o possibilità di scelta
  • Non è possibile non comunicare
  • Se una cosa è troppo difficile, suddividerla in obiettivi facili e raggiungibili

Il M.T. è un approccio integrato ai protocolli e alle linee guida e utilizza:

  • Rilassamento
  • Focalizzazione dell’attenzione
  • Visualizzazioni guidate
  • Tecniche di respirazione consapevole

Il rilassamento produce una modificazione di stato nel sistema nervoso, che a sua volta genera un cambiamento, che permette al sistema, di contrastare lo stress e gestire ottimamente gli stressor che lo generano.

Le neuroscienze mediante opportune indagini strumentali, hanno già dimostrato che nel rilassamento, la frequenza delle onde cerebrali, scende a un livello in cui la partecipazione delle risorse mentali creative/costruttive, ha un positivo impatto fisiologico sul soggetto, riuscendo a influire sulle condizioni fisiche, e di riflesso anche sull’umore.

Nel M.T si guida il paziente nella percezione del proprio corpo, avvalendosi della sua immaginazione, permettendo così l’instaurarsi di una nuova sensibilità; questo sviluppa una partecipazione attiva del soggetto che riesce ad influire sulle proprie condizioni fisiche, grazie al manifestarsi di fenomeni evidenti, come ad esempio, sentir rallentare il battito cardiaco o sparire una contrazione muscolare, o ancora, muovere un braccio con ipertono senza l’attivazione dei movimenti muscolari involontari (cloni).

Con questo approccio, si riesce a creare una relazione altamente empatica, tra terapeuta e paziente/gruppo, che permette di sperimentare una nuova modalità di apprendimento.

La prima fase è allenamento mentale, la seconda fase è apprendimento dell’auto-training, grazie al quale la persona riesce a ricreare quel determinato stato di rilassamento, finalizzandolo al raggiungimento dello stato desiderato. Risultato, la persona diviene autonoma nella gestione del training e di conseguenza della percezione del suo stato psico-fisico = autonomia di salute