Dalla forma del corpo alla forma mentale e ritorno, la strada è colma di sorprese, nulla è scontato, tutto è da scoprire, ogni passo è fonte di motivazione in un percorso in crescita esponenziale.
Dopo aver fatto una panoramica su ciò che agisce sulle modificazioni del corpo e della psiche, voglio condurvi su un campo nuovo, per contemplare l’utilizzo nella vita e nella pratica professionale, di strumenti inconsueti ma eccezionalmente efficaci: Mental Training e TAS Tecniche di Abilitazione Sensoriale.
Questi due approcci, sono nati sulle fondamenta di grandi teorie ampiamente applicate da chi, prima di noi, le ha studiate e sviscerate, facilitandoci la funzione plasmante degli strumenti più efficaci; parliamo di comunicazione ipnotica, autoipnosi, bioenergetica, tecniche di rilassamento e respirazione consapevole.
Utilizzando le competenze e le risorse individuali, si guida la persona a smantellare le strutture mentali obsolete a vantaggio di nuove prospettive più funzionali al percorso evolutivo, percorso potenziante la salute in ogni suo aspetto.
Mental Training
- Sviluppare abilità di percezione corporea per partecipare attivamente al potenziamento dell’individuo, in prevenzione e in riabilitazione
- Apprendere autocontrollo del corpo
- Auto gestione del dolore (auto-training)
- Autonomia Emotiva
- Migliorare la qualità del sonno
- Acquisire fiducia nelle proprie abilità (resilienza)
- Gestire ansia e stress (tramite la respirazione)
- Fiducia nella guarigione e nelle cure
- Costruire “Life goals” motivanti, a breve medio e lungo termine
- Migliorare la qualità di vita
- Alleggerire il carico assistenziale del caregiver (ove richiesto)
Il processo di cambiamento si sviluppa lungo 3 direttrici:
- Riconoscere lo stato presente
- Individuare le risorse adeguate
- Raggiungere lo stato desiderato
Il Mental Trainer istruirà la persona a:
- Arricchire la sua “mappa del territorio”, soprattutto riguardo all’abolizione di limiti dovuti a schemi controproducenti
- Accedere a tutte le risorse sensoriali
- Aumentare la flessibilità nelle risposte agli stress ambientali
- Ottimizzare le performance occupazionali
Il M. T. è stato elaborato calcando la strada tracciata dal Dott. Milton Erickson, che sviluppa un intervento strategico, perfettamente sovrapponibile alla filosofia e alla pratica della Terapia Occupazionale, quale formazione accademica ideale alla base del M. Tr..
Eccone i punti salienti:
- In un qualsiasi dato momento, la scelta che la persona compie è quella per lei migliore
- La spiegazione, la teoria o la metafora cui si ricorre per dire qualcosa su una persona non esauriscono la totalità della persona
- Rispetto dei principi e della mappa interna della persona
- Insegnare a scegliere, non cercare mai di condizionare la scelta
- Le risorse di cui la persona ha bisogno risiedono nella sua storia personale
- La persona agisce secondo la propria mappa interna, non solo secondo l’esperienza sensoriale
- L’elemento più forte di un sistema è la persona, che dispone della maggiore flessibilità o possibilità di scelta
- Non è possibile non comunicare
- Se una cosa è troppo difficile, suddividerla in obiettivi facili e raggiungibili
Il M.T. è un approccio integrato ai protocolli e alle linee guida e utilizza:
- Rilassamento
- Focalizzazione dell’attenzione
- Visualizzazioni guidate
- Tecniche di respirazione consapevole
Il rilassamento produce una modificazione di stato nel sistema nervoso, che a sua volta genera un cambiamento, che permette al sistema, di contrastare lo stress e gestire ottimamente gli stressor che lo generano.
Le neuroscienze mediante opportune indagini strumentali, hanno già dimostrato che nel rilassamento, la frequenza delle onde cerebrali, scende a un livello in cui la partecipazione delle risorse mentali creative/costruttive, ha un positivo impatto fisiologico sul soggetto, riuscendo a influire sulle condizioni fisiche, e di riflesso anche sull’umore.
Nel M.T si guida il paziente nella percezione del proprio corpo, avvalendosi della sua immaginazione, permettendo così l’instaurarsi di una nuova sensibilità; questo sviluppa una partecipazione attiva del soggetto che riesce ad influire sulle proprie condizioni fisiche, grazie al manifestarsi di fenomeni evidenti, come ad esempio, sentir rallentare il battito cardiaco o sparire una contrazione muscolare, o ancora, muovere un braccio con ipertono senza l’attivazione dei movimenti muscolari involontari (cloni).
Con questo approccio, si riesce a creare una relazione altamente empatica, tra terapeuta e paziente/gruppo, che permette di sperimentare una nuova modalità di apprendimento.
La prima fase è allenamento mentale, la seconda fase è apprendimento dell’auto-training, grazie al quale la persona riesce a ricreare quel determinato stato di rilassamento, finalizzandolo al raggiungimento dello stato desiderato. Risultato, la persona diviene autonoma nella gestione del training e di conseguenza della percezione del suo stato psico-fisico = autonomia di salute

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