
Una nutrita fetta degli organismi pluricellulari bipedi, di questa porzione di universo chiamata Terra, spende tantissimo del suo tempo a guardare a terra, per l’appunto, dimenticando che scrutare in alto e avanti, è stato esattamente ciò che li ha condotti all’attimo presente che, per definizione, è fuggente e quasi immisurabile.
A terra non c’è altro che ciò che tutti hanno già calpestato più e più volte producendo un polveroso pattume .
Però, lassù, oltre l’orizzonte delle abitudini, c’è un intero universo da esplorare.
Bada bene, non intendendo l’universo oltre l’atmosfera terrestre, ma quello custodito nell’atmosfera che ci separa dalle infinite possibilità che fluttuano oltre i pensieri e le abitudini incrostate nella nostra mente.
A proposito di crosta, come sotto quella terrestre, esiste un nucleo ancora vivo e pulsante, che è ciò che ci permette di continuare a vivere nell’universo fuori, come in quello dentro di noi. Quel nucleo, vivo e pulsante, è la nostra mente creativa, libera pensatrice, folle, originale, unica, potente.
Entrare ad esplorare il nostro nucleo e guardare le nostre idee dall’alto, mi chiedo, è forse l’unica chiave di Volta che ci permetterà di evolvere ulteriormente nel nostro mondo?
Domanda banale?
Forse si o forse no, ma è quella che chiude il cerchio e ci riporta all’inizio di tutto, l’essere umano è ciò che è oggi, perché un giorno ha deciso di alzare gli occhi al cielo e scavare in basso.
La memoria ancestrale del come ci si evolve, è fissata nel nostro codice genetico, ci siamo solo dimenticati che ognuno di noi è un universo in miniatura, esattamente come quello al di fuori…lo disse Giordano Bruno nel suo esplorare la Natura, riflettendo sull’immanenza divina, l’unità dell’universo infinito come corrispondenza tra anima del mondo e materia.
Detto ciò rifletto…poiché continuare a ignorare che ognuno di noi può salvare non il mondo fuori, ma quello dentro, la soluzione è ricaptare quella scintilla di potenziale racchiusa nei propri geni e nella mente.
Queste riflessioni sono nate ascoltando un podcast “Le prospettive barbariche”.
Quello che mi ha colpito è la capacità umana di estrarre il Genio che è insito nei propri geni e Barbara Pizzico, l’autrice del podcast, ha raccolto la sfida evolutiva di attingere a questi geni.
Nel suo podcast ha saputo trasmutare le grandi idee del passato all’interno di spunti per il futuro quotidiano, con un linguaggio accattivante, metaforico, illuminante, generando la sensazione di appartenenza a ideali conosciuti e dimenticati.
Il podcast, nato come spunto per manager, è cresciuto acquisendo un immaginario che accomuna tutti e, a prescindere dal background culturale, arricchisce e concima la ‘terra’ sulla linea di confine, tra il criceto nella ruota e l’esploratore appassionato di nuove dimensioni.
Tra un giro di ruota e un altro, vale la pena mettersi le cuffiette e ascoltare le puntate delle Prospettive barbariche
Lascia un commento