14 Risultati ottenibili con integrazione del Mental Training, al protocollo riabilitativo

Mental Training, nuovi percorsi di cura

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In questo 14mo e ultimo articolo, sull’argomento Mental Training, giungiamo ad evere un quadro d’insieme, sul potenziale ottenibile, integrandolo al protocollo riabilitativo.

La sperimentazione a monte di quanto documentato, ha restituito oltre un alto range di miglioramento delle funzioni danneggiate, un innalzamento del 30% sul livello di qualità della vita, migliorandone: qualità del sonno, resilienza, motivazione, livello dello stato emotivo, resistenza allo stress, fiducia nella guarigione e nelle cure, percezione e controllo del corpo, gestione del dolore, autonomia personale. Gli outcome raggiunti, hanno mantenuto una crescita costante, dalla valutazione T0 iniziale, fino al follow up (60 giorni), restituendo una statistica di miglioramento costante nell’arco di circa cento giorni.

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Per terminare, lasciamo la voce ad alcune testimonianze

Note: Allo scopo di preservare l’integrità dei contenuti, non sono state apportate correzioni, tranne la cancellazione delle indicazioni a riferimento dei reparti ospedalieri citati, in osservazione delle norme sulla privacy.

G.T. – Non avendo un pc per scrivere una mail, il paziente ha preferito un’intervista telefonica, di seguito fedelmente trascritta.

Che cosa hai imparato tramite il Mental Training?

Principalmente ho imparato ad avere maggiore concentrazione e a focalizzarmi meglio sul mio corpo, ma ho anche scoperto che molte cose sono comandate dal cervello, quindi effettivamente il maggior controllo su un organo fondamentale come il cervello, mi aiuta a gestire meglio le varie parti del corpo che possono darmi più o meno fastidio, fino a poter addirittura rilassarmi in maniera del tutto naturale e a poter gestire molto meglio i disturbi del sonno.

Quanto ti è servito per la gestione del tuo stato emotivo?

È stato molto importante perché prima di tutto io partivo da un presupposto, che onestamente non è che ci credessi molto.Con mia grande sorpresa mi sono sbagliato, che è stato assolutamente piacevole e non una battaglia persa e ho potuto gestire e in parte superare molto meglio, problemi fastidiosi come quelli del sonno, l’insonnia e queste cose qui, quindi è stato un grande passo avanti da tutti i punti di vista.

La tua forza e la tua motivazione che giovamento hanno avuto?

A parte ripeto il giovamento per quanto riguarda il sonno, l’accettazione del fatto che avessi avuto un ictus e quindi che il braccio non è ancora funzionante come in precedenza, quindi ha avuto un effetto nel migliore dei termini, diciamo sedativo, ma anche proprio psicologico, che mi ha aiutato a accettare con maggior serenità, problemi del tutto e per tutto, medici e fisiologici.

Quanto ti è stato utile quello che hai imparato durante i training, fuori dall’ospedale?

E’ stato estremamente utile soprattutto perché, paradossalmente non credendoci, con tutto il rispetto parlando, ho scoperto letteralmente un mondo nuovo, quindi è assolutamente vero senza esagerazioni, ma proprio dal punto di vista medico, se uno affronta il tema per esempio con un neurologo, che con un  maggior controllo del cervello e una maggiore conoscenza di quello che si può fare col cervello, senza parlare di fantascienza, c’è automaticamente un maggior controllo su tutto il resto del corpo. Quindi si diventa più consapevoli, più indipendenti e gioco forza più sani. Mi ha portato moltissima serenità e sicurezza, quindi è stato una fonte, letteralmente un sostegno.

R.B. – Feedback inviato tramite email

Il (……..) 2017 ho avuto un ictus.

Dopo un primo momento di smarrimento in quanto non avevo mai avuto problemi di salute in precedenza, mi sono arreso all’idea ed ho cominciato il mio cammino riabilitativo.

Dopo aver lasciato il reparto stroke sono stato trasferito in riabilitazione presso la struttura (…..) .Lì ho iniziato un percorso riabilitativo sia motorio, sia occupazionale. Sia mentale.

Devo dire che mentre le prime due riabilitazioni hanno un riscontro immediato perché’ il paziente mette in pratica contestualmente gli esercizi avendo un giovamento psicologico immediato e tangibile.

La riabilitazione mentale attraverso il mental training ha un riscontro meno immediato perché’ necessita di un allenamento specifico e dell’assistenza di una terapista professionista che indirizza il percorso riabilitativo individuando le motivazioni, le emozioni e la forza interiore da ricercare per ritrovare quella fiducia scardinata dall’evento.

L’ictus è un evento subdolo. Si insinua non solo nella fisicità ma soprattutto nella testa minando quelle risorse mentali che invece bisogna continuare ad allenare e nelle quali bisogna credere per superare veramente l’evento.

Grazie alla mia terapista (……) ho scoperto quanto fosse utile allenare il cervello ed i suoi compartimenti per raggiungere il traguardo guarigione.

Fuori dall’ospedale il mental self training appreso mi è servito nelle pause per rilassarmi. 

La motivazione che non va mai persa e sminuita è essenziale per credere che il traguardo è ogni giorno più vicino ed il ritorno allo stato pre evento è una realtà e non un’utopia.

Le risorse mentali umane sono infinite e vanno allenate ogni giorno perché’ permettono di scoprire i progressi quotidiani     dell’allenamento psicocognitivo.

Dalla mia terapista ho appreso come contrastare il dolore che avevo alla schiena.

Come soffocarlo per non pregiudicare la fisioterapia riabilitativa.

Ho appreso come concentrarmi e rilassarmi e favorire quindi la fase di riposo ed addormentarmi più sereno. 

Ho scoperto soprattutto l’importanza di credere negli esercizi di allenamento del cervello e la forza di crederci fino al raggiungimento del traguardo finale. 

  il mental training è stata una scoperta importante di cui devo ringraziare la mia terapista perché’ mi ha aiutato nel momento più brutto della mia vita dandomi forza e coraggio di reagire all’imprevisto evento accadutomi,

Personalmente ritengo debba far parte di diritto della riabilitazione post ictus insieme alla terapia fisioterapica ed a quella occupazionale.

E.D. –  Feedback inviato tramite messaggio su chat Telegram

L’esperienza mi ha aiutato dapprima, nella immediata fase post operatoria a controllare le crisi di panico e a migliorare la qualità del sonno, successivamente, durante il percorso riabilitativo, mi ha permesso di apprendere una metodologia utile alla presa di coscienza delle risorse mentali per la concentrazione e l’ausilio alla riabilitazione motoria. Tale metodologia mi è stata estremamente utile per superare momenti critici come un esame Tac affrontato con una forte emicrania.

Ho appreso inoltre alcune tecniche per ridurre la sensazione di dolore, utilizzate per il dolore alla spalla.

Più di questo bon sono riuscito a scrivere con il cellulare…spero ti sia sufficiente. La tecnica contro il dolore è utile! Grazie!

 

Si conclude qui, la presentazione di questo modello terapeutico altamente performante, con l’augurio a tutti coloro che dedicano la loro professione a relazioni di aiuto, di arricchire l’offerta terapeutica, con il Mental Training.

Nessuno può garantire la guarigione,

ma il costante aggiornamento e arricchimento della cura, è un dovere.

 


Commenti

2 risposte a “14 Risultati ottenibili con integrazione del Mental Training, al protocollo riabilitativo”

  1. […] nella sua mente, quello nel suo cuore, la dottoressa che le ha fatto fare allenamenti mentali (Mental Training)? Magari è tutto insieme, credo potenti, atteggiamenti costruttivi, visualizzazioni rassicuranti, […]

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  2. […] nella sua mente, quello nel suo cuore, la dottoressa che le ha fatto fare allenamenti mentali (Mental Training)? Magari è tutto insieme, credo potenti, atteggiamenti costruttivi, visualizzazioni rassicuranti, […]

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